Qualche notizia dal nostro giardino

Voi che ci seguite, che ci sostenete, che avete partecipato ai bellissimi avanzamenti del Giardino delle Bio-Diversità di questi mesi e di quest’estate, e a tutti gli altri, ai curiosi e interessati, mi è sembrato doveroso darvi qualche notizia sul giardino, cosa che non abbiamo fatto per troppo tempo, un po’ troppo concentrati per analizzare tutte le difficoltà che stiamo affrontando adesso.

Io non sono qua da tanto tempo (sono arrivata alla fine di maggio 2018 in Sicilia) ma volevo comunque raccontarvi la mia esperienza di giardiniera durante questi ultimi mesi…

Riavvolgiamoci un po’:

a giugno, lanciamo i nostri “Cenacoli delle TsaTsamite”, ne abbiamo fatto 10 (più un pranzacolo!), tutti belli e interessanti!

A luglio, con i nostri 30 amici belgi, puliamo 4 chilometri di strada. Whoa! Una discarica trasformata in una strada pulita e fiorita! E’ un sogno che sia ancora pulita quattro mesi dopo? E no! Non è un sogno.  Con volontà, pazienza e tanta pedagogia, tutto può cambiare, evolvere, se lo vogliamo.

Ad agosto, delineando le prime caratteristiche / i primi tratti della nostra cooperativa, noi 7 piantiamo fagiolini e zucchine su una superficie di poco meno di un ettaro. Eccoci! Andiamo! Andiamo! Io parto per la Francia…

L’Europa ha vissuto grandi siccità quest’estate….. ad eccezione della Sicilia, a quanto pare, e a settembre le piogge hanno cominciato a cadere, ogni giorno, senza sosta, non risparmiando sicuramente le nostre verdure. Allo stesso tempo, c’è stato un incontro a casa per fare il punto sulla situazione attuale dei migranti in Sicilia e sulla realtà di ottenere documenti in un contesto politico più che ostile. L’esito è grave, la decisione difficile da sopportare: il governo Salvini ha dato ordine ad ogni prefettura di non rilasciare più nuovi permessi di soggiorno. Qualche settimana dopo, tornando dalla Francia, apprendo che Abdoulaye è anche lui in Francia, a Parigi, e arrivata a Catania, che Chima è scappato in Olanda.

Queste due notizie sono difficili da digerire e la tristezza (tra gli altri sentimenti sicuramente) sembra contaminare il resto dei giardinieri: anche Karla decide di andarsene. Per quanto mi riguarda, prima convinta di poter continuare, questa disillusione è riuscita a raggiungermi e per il momento mi vedo piuttosto come un accompagnatore del progetto che come un cooperante sedentario. Quando si crede fortemente in un progetto, è difficile accettare che contiene inevitabilmente dei difetti e che deve passare attraverso le fasi dell’interrogazione e dei dubbi. Quanto al nostro campo, ha mancato di cura e d’amore, come direbbe il siciliano. Beh, e va detto che la pioggia non ha aiutato.

Risultato: piccole zucchine e pochissimi fagiolini.

Far parte di una cooperativa agricola come quella che abbiamo iniziato a progettare insieme deve, a mio avviso, essere il risultato di una scelta molto forte. Non può nascere dal sogno di uno che convince gli altri che quest’idea è bellissima!

Non è un piccolo progetto, ma una scelta di vita, un progetto ambizioso e molto impegnativo.

Personalmente, credo fortemente nella sua fattibilità nei mesi e negli anni a venire purché soddisfi tutti i criteri di un progetto intelligente e coerente con il suo territorio.

Quello che penso è che abbiamo bisogno anche di forze del territorio per continuare a sognare questa cooperativa, di siciliani, attaccati alla loro bella terra. Non tutto può poggiare sulle spalle di un solo siciliano!

Cadere per alzarsi meglio come direbbe un proverbio che mi piace tanto.

Cathie

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