Verso le radici

Sono giacomo, romano di nascita e siculo di origini. Come tanti altri i miei genitori hanno lasciato Sicilia per trovare lavoro, ma ho avuto modo di conoscerla nel tempo. Il fascino che provo è legato sicuramente alle mie radici, ma anche al fatto che parte di questa terra ha saputo resistere al ammaliamento di questo progresso basato su principi chiaramente insostenibili. Qui ognuno produce qualcosa che vuole condividere, che sia miele, olio, vino, ortaggi, frutta, uova, formaggio o anche sane relazioni sociali. La mentalità è diversa, è come se la società fosse meno stratificata, meno specializzata, più amalgamata. Forse da qui nasce la sua storica resilienza a terremoti, eruzioni, invasioni, anche pandemie.

Ho un dottorato in informatica teorica, con una verosimile carriera universitaria davanti. Sarei quanto di più lontano da un contadino, eppure come tanti altri la campagna esercita una attrazione direi ancestrale. Sono da tempo emotivamente e razionalmente spinto in questa direzione. Non ho fatto neppure in tempo a razionalizzare la mia sfiducia nel sistema in cui viviamo ed ad iniziare il mio progetto agricolo con Roberto, che mi sono trovato bloccato qui, insieme a questa improvvisata e stupenda comunità. Prima sentivo che quello che facevo era troppo teorico ed astratto, ora mi trovo a riparare cose, a progettare e costruire impianti di irrigazione, seminare e raccogliere. Qui si fanno in modo diverso le cose che facevano i nostri nonni, è una continua sfida fisica ed intellettuale. La campagna è un lavoro completo, si è costretti ad imparare un po di tutto, qui l’iperspecializzazione non è una opzione.

Non sono un maniaco del controllo, eppure è proprio è la necessità di avere un’idea di quello che mi succede intorno che mi spinge di più verso la terra. Mi infastidisce non sapere come vengono usati i risparmi che metto in banca. Stanno indirettamente finanziando una guerra? Contribuisco alla ricerca di giacimenti petroliferi? Inoltre non sopporto le difficoltà a tracciare i prodotti che mangio, o nel comprendere la complessità dei rapporti economici in cui sono inserito. Io spero si possa ripartire dalla semplicità di questa terra, in modo da avere un’idea di massima dell’impatto delle mie azioni e delle mie scelte.

Inoltre sono proiettato verso le sfide del futuro. Il cambiamento climatico, ad esempio, è sulla bocca di tutti ma in pochi sono disposti a combatterlo cambiando radicalmente stile di vita. Sotto sotto tutti sperano che la soluzione arrivi dalla bacchetta magica della scienza, la cui efficacia e velocità nel rispondere a certi problemi penso sia spaventosamente sovrastimata. Poichè non credo nella bacchetta magica sto adottando uno stile di vita che possa farmi avere il minor impatto possibile. Se poi non fossimo abbastanza a fare questa scelta, non voglio scappare ma voglio vivere in prima linea dove il cambiamento colpirà per primo: in agricoltura.

Giacomo S.

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